giovedì 7 gennaio 2010

IL BEL PASCIA' E LE SUE ANCELLE


Sui giornali italiani sono apparsi i verbali degli interrogatori di Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore pugliese indagato a Bari per spaccio di cocaina e favoreggiamento della prostituzione, che ha dichiarato di aver portato circa 30 ragazze nella residenza di Berlusconi a Roma, Palazzo Grazioli, e in altri luoghi tra il settembre 2008 e il gennaio 2009. Alcune hanno ri­cevuto un compenso di 1.000 euro "per prestazioni sessuali", altre "soltanto un rimborso delle spese", ha dichiarato Tarantini il 29 luglio.
Le ragazze delle feste
"Le presentavo come mie amiche e tacevo che a volte le retribuivo", precisa Tarantini durante l'interrogatorio in procura. Alcune ragazze hanno ammesso di aver partecipato alle feste, e la più nota è ovviamente Patrizia D'Addario, 42 anni, la escort che ha registrato le serate e le notti con Silvio. "Io il mio incontro l'ho raccontato, le altre ragazze no. Sono l'unica che ha detto la verità. Eppure le ho viste mentre si intrattenevano con lui". Anche Graziana Capone, 25 anni, dichiara di essere stata alle feste di Berlusconi, ma non ci vede nulla di male. "Sono sicura che se il presidente avesse un harem, io sarei la favorita". Tarantini dice di averla presentata a Berlusconi a Milano, pagandole solo il biglietto aereo.
Nel suo interrogatorio Tarantini ha ricostruito una precisa cronologia degli incontri. "Vanessa Di Meglio è una mia carissima amica, la rifornivo di cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso ma all'occorrenza non disdegna di essere retribuita. Ho anche favorito le prestazioni sessuali della Di Meglio con il presidente Berlusconi in due circostanze: a Roma il 5 settembre e l'8 ottobre 2008". Poi ci sono IoanaBarbara Guerra. La prima era una "escort", la seconda "una donna dello spettacolo". "L'8 ottobre 2008, si fermano a casa del presidente e per questo le pagai".
"In occasione di un incontro con Berlusconi il 23 novembre 2008 invitai Francesca Garasi che ci raggiunse con tre amiche: Carolina Marconi, ex concorrente del Grande Fratello in tv, Geraldine Semeghini che nell'estate del 2008 era responsabile del privè del Billionaire e Maria Teresa De Nicolò. In quella circostanza ospitai Geraldine e la sua amica, ma l'unica che ebbe un incontro intimo fu la De Nicolò". Maria Teresa De Nicolò, 37 anni, detta Terry, aveva dichiarato: "Ho partecipato alle feste di Berlusconi una sola volta. Ho avuto 1000 euro come rimborso spese".
Poi Tarantini parla anche di altre occasioni in cui "utilizzò" volti televisivi: "Il 17 dicembre 2008 portai a palazzo Grazioli Linda Santaguida (apparsa in tv nell'Isola dei famosi) e Camilla Cordeiro Charao (valletta in un programma su Rai 2) , pagando solo ques'ultima che si fermò con il presidente".
Altre ragazze sono state portate da Tarantini a Palazzo Grazioli per alcune serate ma non si sono fermate per la notte: Clarissa Campironi, che ha ricevuto un rimborso spese, le modelle Michaela PribisovaMaristel Garcia Polanco, che il 28 novembre 2008 andò a incontrare Berlusconi in una beauty farm, Luciana Francioli, che ha partecipato a una cena il 2 dicembre, Letizia Filippi, sempre senza nessun pagamento.
Altri volti noti della televisione italiana hanno partecipato alle cene, come Francesca Lana, intercettata mentre parlava della cocaina fornita da Tarantini a molte persone, Manuela Arcuri, sua migliore amica, famosa attrice e modella, che avrebbe partecipato alla cena del 2 dicembre a Palazzo Grazioli, senza essere retribuita.
Altre ragazze sono state associate al nome di Tarantini, come Jennifer RodriguezVictoria PetroffRaffaella Zardo, già coinvolta in uno scandalo "vallettopoli" nel 1996, la modella Eva Riccobono, tutte persone che avrebbero frequentato a lungo Giampaolo Tarantini e partecipato alle feste da lui organizzate.
Sabina Began, 35 anni, definita da alcuni giornali l'Ape Regina, ha un tatuaggio con scritto "L'incontro che mi ha cambiato la vita: S.B.". E' la donna che ha detto di aver presentato Tarantini al premier Berlusconi
Barbara Montereale, 23 anni, è stata la prima ad ammettere di aver partecipato a una festa a Palazzo Grazioli, portata da Tarantini. Ha dichiarato che Berlusconi "è stato simpaticissimo, mi ha regalato dei gioielli e una busta con una cifra generosa solo per la mia presenza".
Noemi Letizia
Un capitolo a parte è la ragazza napoletana che ha provocato la richiesta di divorzio della moglie di Berlusconi, Veronica Lario, facendole dire che il marito è un "uomo malato" che "frequenta minorenni", dopo che il premier si era recato alla festa dei 18 anni di Noemi. I rapporti del premier con la ragazza sarebbero nati da una semplice amicizia tra Berlusconi e il padre di lei, secondo Noemi e la sua famiglia, ma le circostanze in cui i due uomini si sarebbero incontrati non sono mai state chiarite. Le contraddizioni del caso sono al centro delle 10 domande del quotidiano La Repubblica, per cui il presidente del consiglio ha presentato querela per diffamazione.
Le ragazze della politica
Poi ci sono le giovani donne entrate in politica nel partito di Berlusconi, tutte di bella presenza e molte provenienti da un passato come modelle o showgirl televisive. Tra queste Elvira Savino, ora parlamentare Pdl, ex compagna di casa di Sabina Began e amica di Tarantini.
O Francesca Pascale, 24 anni, consigliera provinciale del Pdl a Napoli. che dichiara "Adoro Silvio. La politica e lo spettacolo sono la stessa cosa". Con Virna Bello, 28 anni, assessore del Pdl a Torre del Greco ed Emanuela Romano, aveva fondato un comitato di sostegno a Berlusconi. Le tre ragazze sono state fotografate mentre andavano a Villa Certosa nell'estate del 2008. La Romano e molte altre avrebbero dovuto essere candidate alle elezioni europee del 2009, ma l'intervento dell'ex moglie del premier, che definì "ciarpame senza pudore" lo sfruttamento del corpo femminile a fini elettorali, fece saltare molte candidature.
Barbara Matera, ex annunciatrice e attrice televisiva, è l'unica che è riuscita ad arrivare al parlamento europeo per il Pdl. Con lei anche Lara ComiLicia Ronzulli, di bella presenza ma provenienti dalla militanza nel partito di Berlusconi.
Escluse invece dopo la protesta di Veronica Eleonora GaggioliCamilla Ferranti, già nominate in una vicenda di "raccomandazioni" fatte da Berlusconi al dirigente di Raifiction Saccà per farle lavorare in televisione, Elisa AlloroAngela Sozio, già fotografata con il premier a Villa Certosa nel 2007, le gemelle Eleonora e Imma De VivoGiovanna Del GiudiceChiara Sgarbossa, Silvia Travaini, Assunta Petrone, Letizia Cioffi, Cristina RavotMaria Elena Valanzano, Susanna Petrone.
Ma le tre donne più famose del partito di Berlusconi sono certamente le tre ministre in carica che Berlusconi ha scelto dopo una carriera politica a dir poco fulminea:
Mara Carfagna, ex modella entrata in politica e rapidamente divenuta Ministro delle Pari Opportunità. Voci di una sua relazione con il premier avevano provocato un primo sfogo della moglie Veronica già nel 2007. Nel giugno 2008 circola la voce di intercettazioni telefoniche, che sarebbero state distrutte perché non penalmente rilevanti, riguardanti la relazione tra lei e il premier Berlusconi. Secondo il giornale francese Nouvel Observateur, "ci sarebbe un ipotetico nastro nel quale Mara Carfagna (definita "amante quasi ufficiale") e Mariastella Gelmini, attuale Ministro dell'Istruzione, parlerebbero del loro rapporto con il premier. Secondo il giornale francese, "se questo "audio" uscisse sulla stampa, malgrado la censura, sarebbe devastante per l'immagine del Cavaliere". Gli avvocati del premier hanno querelato il periodico francese, sostenendo che il nastro non è mai esistito, e La Repubblica per averlo citato. Il nastro era stato menzionato anche dal quotidiano argentino Clarin, e ripreso dall'attrice comica Sabina Guzzanti in una manifestazione del luglio 2008 contro Berlusconi. La successiva reazione del ministro Carfagna aveva provocato la presa di distanze da Berlusconi di Paolo Guzzanti, padre dell'attrice comica e per anni fedele alleato del premier, che definì la situazione politica italiana una "mignottocrazia".
Il terzo ministro è Michela Vittoria Brambilla, imprenditrice, entrata in politica nel 2006, da subito strinse un rapporto stretto con Berlusconi, tanto che la fiducia ricevuta dal premier finì per infastidire i suoi stessi alleati. Nel 2008 invece che ministro è stata nominata soltanto sottosegretario alla salute, ma alcuni mesi dopo anche lei ha ricevuto un ministero.

Le vicende precedenti
Prima dei recenti scandali ce ne sono stati altri di proporzioni minori, come le telefonate tra Berlusconi e il direttore di Raifiction Saccà nel giugno 2007, in cui il premier chiedeva di raccomandare le attrici Elena Russo ed Evelina Manna, per fare un favore a un politico dell'opposizione che lui desiderava portare dalla propria parte. Saccà nominò poi anche Antonella Troise, Eleonora Gaggioli e Camila Ferranti come attrici che Berlusconi gli aveva chiesto di aiutare, le ultime due dovevano essere candidate alle europee nell'aprile 2009, ma la loro candidatura venne appunto ritirata dopo lo sfogo della moglie di Berlusconi.
Un altro piccolo scandalo è dell''aprile 2007, quando sul settimanale Oggi Berlusconi viene fotografato nel giardino di villa Certosa insieme ad alcune ragazze già apparse in reality televisivi: Angela Sozio è l'unica chiaramente riconoscibile, le altre secondo alcuni sarebbero Valentina GioiaMarika Suppa, che però non hanno mai confermato la loro presenza.
Altro scandalo è quello che ha coinvolto Virginia Sanjust, 32 anni, ex annunciatrice e discendente di una dinastia di famosi attori italiani, accusata dall'ex marito, agente dei servizi segreti italiani, di aver sfruttato l'amicizia con Berlusconi per farlo trasferire mentre erano in causa per l'affidamento del figlio. La Sanjust avrebbe avuto una relazione con il premier tra il 2003 e il 2006 e viveva in un appartamento a Roma in Campo dei Fiori che il premier le aveva regalato. Il procedimento per abuso d'ufficio contro Berlusconi è stato archiviato dal tribunale dei ministri visto che non era possibile dimostrare l'interferenza del premier.
Ma la frequentazioni del premier con giovani donne, nonostante i suoi due matrimoni, vanno anche molto indietro nel tempo, ci sono intercettazioni in cui parla di ragazze che lavoravano nelle sue televisioni risalenti al 1986 e l'ex attrice hard Ilona Staller, meglio nota come Cicciolina, ha dichiarato di essere stata con lui in un isola greca nel 1974, quando ancora Berlusconi non aveva nemmeno le tv ed era soltanto un imprenditore.

La lunghezza di questo elenco è impressionante se si mettono tutte le diverse vicende in fila. Ma l'aspetto più impressionante e spaventoso di tutto questo è che nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo, anche molti di quelli non democratici, uno solo di questi nomi avrebbe provocato le immediate dimissioni del capo del governo. Anche nei casi più innocenti, perché in un paese normale un premier sposato non va a cena con donne che hanno 40-50 anni meno di lui, nè nomina giovani donne prive di qualifiche in posti di responsabilità politica senza perdere il consenso e la stima dei cittadini.
Invece qui siamo in Italia, con un capo del governo che ha collezionato più scandali lui da solo di tutti gli altri capi di governo del mondo, presenti e passati, messi insieme.(Francesco Defferari)


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mercoledì 6 gennaio 2010

GLI ITALIANI PRESI PER IL CULO DA TOPO GIGIO !!!!!




Accordo milionario per 24 milioni di fiale, ma ne sono state utilizzate meno di un milione

Topo Gigio è depresso. Ce l’aveva messa tutta, lui, a convincere gli italiani che dovevano vaccinarsi. Ma quelli niente. E così, dei 24 milioni di vaccini acquistati dall’Italia, finora ne sono stati utilizzati solo 840.000. Gli altri ventitré milioni si stanno accumulando nei centri di stoccaggio. Una spesa di 184 milioni di euro andata, almeno per ora, in fumo. Anzi, nelle tasche della Novartis, la multinazionale che ha prodotto il farmaco. E con cui il governo ha un rapporto stretto, che risale sin dal 2004. È l’anno dell’aviaria, un’ influenza che non colpisce l’Italia, ma che mette in agitazione il secondo governo Berlusconi: preoccupato per una pandemia che fino ad allora non c’è mai stata e forse non ci sarà mai, decide che bisogna prendere precauzioni. E di stipulare dei contratti che riconoscano allo Stato italiano un diritto di prelazione sulla produzione futura di vaccini.



Un paradosso: io governo ti pago ora affinché in caso di emergenza tu faccia il tuo interesse, ossia vendere a me i farmaci.Neanche due mesi dopo, il ministero chiama a raccolta attorno a un tavolo cinque aziende, che mettono sul piatto le loro proposte di contratto. Il ministero ne sceglie tre: tra queste quella della Chiron, una azienda senese specializzata in vaccini che pochi mesi dopo verrà acquisita dalla Novartis.

A quella seduta partecipa anche Reinhard Gluck. Allora è il presidente di Etna Biotech, una società siciliana. Anche lui fa la sua proposta. "Quando entrai nella stanza capii subito come sarebbero andate le cose – racconta – e che il mio progetto non sarebbe mai passato. Era evidente che tra i rappresentanti del governo e i senesi ci fosse un rapporto consolidato. Ero terribilmente dispiaciuto".

Anche perché la posta in gioco è alta: sulla base di quei contratti verranno stipulati i successivi in caso di pandemia. Una bella torta per le aziende del farmaco. I tre contratti costano in tutto al governo 6 milioni e mezzo di euro. Oltre a sancire un diritto su un bene futuro di cui il governo potrebbe non godere mai, vengono stipulati in modo carbonaro senza alcuna gara di appalto.

L’accordo più oneroso è quello con la Chiron-Novartis: da solo costa 3 milioni di euro ed è alla base del contratto di fornitura per il vaccino H1N1, stipulato il 21 agosto 2009 tra il governo e la Novartis.
L’accordo del 2005 garantiva al ministero la fornitura in caso di pandemia di 15 milioni di dosi di vaccino entro tre mesi dalla consegna del seme da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Ma nel contratto di quest’anno, che di pubblico ha solo il nome, quella clausola fondamentale scompare. Viene sostituita da tre date di consegna (con le relative forniture) che però nel testo sono oscurate. “Motivi di riservatezza”, commenta il ministero.

L’unica cosa certa è che al momento del solo picco pandemico, a inizi novembre, la richiesta di vaccino è più alta dell’offerta. Il contratto, come segnala subito la Corte dei Conti, è totalmente sbilanciato a favore della multinazionale: in caso di mancata consegna nei tempi prestabiliti, per esempio, non sono previste multe o penalità per la Novartis.
Altro punto critico: se l’azienda non avesse ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, il governo avrebbe dovuto comunque corrisponderle 24 milioni di euro. Una specie di premio per la partecipazione. La Novartis poi è manlevata legalmente, tranne che per difetti di fabbricazione del prodotto.

Il costo del vaccino è piuttosto alto: sette euro e novanta a dose, quando quello di un normale antinfluenzale, che ha le stesse spese di produzione, viene pagato dalle Regioni circa quattro euro. Quattro euro di differenza che non si spiegano solo con i costi di ricerca.
Contratti simili sono stati stipulati in realtà dalla maggior parte dei governi europei, che nella corsa all’accaparramento del vaccino hanno accettato condizioni vessatorie. Eppure si sapeva fin da subito che il virus non era così pericoloso.

A inizio 2009 i membri dell’unità di crisi dell’Oms (alcuni ora sotto inchiesta per presunti conflitti di interesse con le case farmaceutiche) avevano eliminato dalla definizione di pandemia il criterio dell’"alto numero di morti".
E in un batter d’occhio quello che fino ad allora era un normale virus influenzale a bassa mortalità diventò il virus-killer. Con la conseguenza che centinaia di milioni di vaccini ora giacciono nelle celle frigorifere di mezza Europa.

Al di là di quello che dice il neo ministro della Salute Ferruccio Fazio, difficilmente il farmaco, che ha durata di un anno, potrà essere riutilizzato il prossimo inverno, a meno che, evento improbabile, il ceppo non rimanga esattamente lo stesso. Intanto in Italia le Asl cominciano ad avere problemi di stoccaggio. E ancora deve arrivare l’ultima fornitura, prevista per il 31 marzo, quando probabilmente la suina sarà solo una barzelletta.

L’unico a ridere per ora è Ewa Kopzac, Ministro della Sanità polacco, che di vaccino non ne ha comprato neanche uno. In tempi di isteria pandemica disse: "Il nostro Stato è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalla truffa". (M. Raucci: http://antefatto.ilcannocchiale.it)



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martedì 5 gennaio 2010

LA CHIESA VUOLE I TUOI SOLDIIIIIIIII !!!!!!!!!!!!!!!!



Ooops! Forse non era così lo slogan…forse avrebbe dovuto essere: “Tu dacci i soldi e noi faremo la carità al posto tuo!”. Beh, a quanto pare la carità la fanno eccome! Ma non ai paesi del terzo mondo, la beneficenza se la fanno per loro! Punti di vista? Sì, anche questa è beneficenza! :-) Ma voi sapete davvero dove finiscono i vostri soldi? Noi, no. Difatti non esistono dichiarazioni ufficiali ma solo ufficiose. Inoltre, è bene sapere che non è molto alta la percentuale di famiglie che desidera destinare l’8x1000 alla Chiesa Cattolica! Ma farà piacere sapere, alla persone che non hanno scelto alcun tipo di preferenza, che il loro denaro finisce comunque alla Chiesa Cattolica (che c…, scusate: fortuna, eh?). La legge infatti, ci dice che “in caso di scelta non espressa da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse”. Voi direte: “e che vuol dire tutto questo?”. Non vuol dire niente, appunto! Fatto sta che siccome il significato è dubbio, loro utilizzano la frase a come meglio gli aggrada! Quindi, stranamente, il risultato effettivo è che la cifra con “destinazione sconosciuta” spetta sempre alla Chiesa Cattolica… alla faccia della democrazia! La cosa “buffa” è questa: sapete invece dove va a finire l’8x1000 IRPEF destinato allo Stato? Dichiaratamente alle opere assistenziali… e sapete in mano a chi sono le opere assistenziali?? Nooo? Proprio nelle linde mani della Chiesa Cattolica! Che strano caso, vero? Quindi è inutile che scegliete a chi destinare (obbligatoriamente) il vostro denaro, tanto sempre in tasca ai Vescov….oops! scusate volevamo dire alla Chiesa Cattolica che certamente, come noi ben sappiamo, darà tutto il denaro in beneficenza ed al terzo mondo; infatti ogni anno, attraverso l’8x1000, la Chiesa ha un introito superiore a 10.000 miliardi di vecchie Lire…. avete visto adesso come stanno bene quelli del terzo mondo? La loro vita con tutti questi miliardi è migliorata tantissimo! Come dite? Forse non del tutto!? Ah! Beh! Forse non basta questa quota, bisogna dare di più! (e su, via, lavorate di più! Lo dice anche Berlusconi!). Ma come sarebbe a dire? A noi dicono che con 30 euro al mese, riusciamo ad adottare un bambino in Africa e loro con diecimila miliardi l’anno non riescono neppure a sfamarli!! Ma dove vanno ad acquistare il cibo, dal gioielliere?...





Ah dimenticavamo che grazie all’8x1000 un certo “Monsignor ottopermille” nome d’arte di Attilio Nicora, è riuscito a creare (con il consenso della Chiesa) un’altra sorta di IOR, ovvero numerose banche “Cattoliche”, acquistando parecchie quote della Banca Popolare di Verona (in collaborazione con Banco Ambrosiano Veneto, Cassa di risparmio di Torino, di Genova, ecc), una ehm…iniziativa benefica (he, he, he…) che fruttò, in vecchie Lire, oltre 40 mila miliardi di raccolta, 10 mila di patrimonio e una struttura con ben 800 sportelli! A beh! Forse anche questo è stato fatto per il terzo mondo! Ovviamente nessuna Lira di tasse! Loro sono molto “indulgenti” (con noi)… Sapete cosa è realmente lo IOR (e, probabilmente, il succitato pool di banche)? Un Istituto per le Opere Religiose, con bilanci (della banche del Vaticano) noti solo a tre cardinali, che è particolarmente utile a chi desidera far passare il proprio capitale inosservato: non esistono limiti di quantità, di distanza e di riservatezza… (anche tutto questo farà parte del segreto confessorio?) Eh sì, sono davvero efficienti! Quindi invitiamo i vari Bin Laden & Co. ad aprire un “conticino” veloce veloce anche allo IOR! Per beneficenza ovviamente… Ah! Come dite? Lo aveva già? Beh, fa niente…sarà per un'altra volta! Zitto, zitto. Che ri-dite? Ci facciamo preti tutti quanti? È inutile che cercate di far carriera in altro modo, fatevi prete e poi cercate con tutti i mezzi di diventare Vescovi! Questa sì che è carriera… he, he, he…
 (redazione di TopSecret)



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lunedì 4 gennaio 2010

TUTTO O QUASI SULLA GRANDE MOANA POZZI !!!!!!!!


Una donna, una leggenda. Inutile nasconderlo, Moana Pozzi, la pornostar più famosa di tutti i tempi (insieme a Ilona Staller, alias "Cicciolina"), è diventata, grazie alla sua classe e alla sua indubbia intelligenza, non solo un'icona dell'erotismo ma anche una donna da ammirare per il suo coraggio e la sua spregiudicatezza morale ed intellettuale. Tanto da farne, paradossalmente, quasi il simbolo di un nuovo modello di femminismo. Questione di punti di vista, naturalmente.

Non c'è dubbio, comunque, che Moana Pozzi abbia incarnato il tipo di donna misteriosa e sensuale capace di far perdere la testa agli uomini, esercitando un indubbio potere, un'influenza ammaliante su chi la circondava. C'è anche chi si è arrovellato sull'origine del suo nome, arrivando ad ipotizzare che fosse una traslitterazione dall'inglese "to moan", che significa "gemere".
In realtà, "Moana", scelto dai genitori rifacendosi a luoghi mitici cercati sull'atlante geografico, significa semplicemente, in lingua polinesiana, "il posto dove il mare è più profondo".
Un nome, ad ogni modo, su cui molti hanno ricamato leggende intorno alla "diversità" congenita della bionda attrice, sul suo irrimediabile destino di emarginata (per quanto famosa, una pornostar non è mai realmente accettata dai benpensanti). Invece la vita di Moana, a dispetto delle apparenze, è sempre stata quanto mai lineare e serena, nella sua "anormalità". Persino la morte improvvisa e prematura non ne fa un'eroina "maudite", ma la trasforma in un'icona da venerare con malinconia e rispetto.

Nata in una famiglia genovese cattolicissima (il padre ingegnere, lavorava in un centro di ricerca nucleare mentre la madre era una semplice casalinga), Moana Pozzi studia presso un istituto delle suore Marie Pie e Scolopie. Frequenta il liceo scientifico e studia per sei anni chitarra classica in conservatorio. A diciotto anni, già ragazzona alta e formosa con un sorriso disarmante, è in cerca di libertà e trasgressione: sente il bisogno di sganciarsi dall'ambiente per lei troppo formale della sua famiglia. Comincia a partecipare a concorsi di bellezza, posa nuda per pittori e fotografi e si trasferisce a Roma per frequentare gli ambienti del cinema.

I genitori rimangono traumatizzati quando scoprono che la figlia gira pellicole erotiche. La loro reazione iniziale è drastica e arrivano a rompere qualsiasi rapporto con lei per un anno. Fortunatamente, passato il periodo di choc, la frattura si ricompone e anzi padre e madre si prodigheranno, quando si presenterà la necessità, in aiuti, supporti morali e materiali.
Anche se la scelta di Moana non sarà mai da loro del tutto accettata (vani, in particolare, i continui tentativi del padre di farle studiare teatro).

Intanto il nome di Moana Pozzi comincia a farsi notare nell'ambiente. Non solo in quello dell'hard, ma anche in quello più istituzionale. La sua vèrve e il suo carisma le permettono di affrontare tranquillamente le sempre più numerose apparizioni televisive, in cui viene sempre chiamata con lo scopo di aggiungere un po' di "pepe" al condimento generale e generalista.

Nel 1981 lavora a Raidue per la trasmissione per ragazzi "Tip Tap 2", mentre un paio di anni dopo ottiene qualche comparsata in film "normali". E' la ragazza che esce nuda dalla vasca di Manuel Fantoni in "Borotalco" di Carlo Verdone; appare addirittura in "Ginger e Fred" (1985) di Federico Fellini.

Il 1986 è l'anno dell'esplosione come pornostar. Entra nella nota scuderia di Riccardo Schicchi e gira numerosi film che producono incassi da capogiro. Il genere di mercato ormai è quasi totalmente orientato all'home video, e così Moana entra nelle case di milioni di italiani.

Nel 1987 conduce insieme a Fabio Fazio "Jeans 2" su Raitre, programma pomeridiano per ragazzi. La Federcasalinghe va su tutte le furie e costringe Moana Pozzi a ritirarsi. Passano pochi mesi e Antonio Ricci la ingaggia per "Matrjoska", in onda su Italia 1. Viene registrata una puntata in cui Moana compare completamente nuda: ancora polemiche, grida di censura e la trasmissione viene sospesa. Ricci cambia allora il titolo del programma in "Araba fenice" e riesce a far trasmettere Moana come valletta nuda, che diventa, manco a dirlo, un personaggio nazionalpopolare, oggetto di dibattiti ed editoriali, nonché di analisi da parte di intellettuali e scrittori, polemisti ed editorialisti. Tutti a sottolinearne la bellezza, il suo ruolo di fenomeno di costume ma anche la sua classe, la sua totale mancanza di volgarità nel porsi. Per molti è la donna ideale: dolce, attenta ma anche decisa e all'occasione dominatrice.
Il 1991 è l'anno di un altro scandalo, conclusosi con uno dei casi di censura occulta più incredibile dei nostri giorni. Esce infatti quella sorta di memoriale che è "Filosofia di Moana", un libro della pornostar in forma di dizionario. E' una carrellata di pensieri, gusti e inclinazioni, ma soprattutto di descrizioni di relazioni con uomini famosi "conosciuti da vicino", che fa molto scalpore. Moana non si esime dall'elargire delle vere e proprie pagelle relative alle rispettive qualità amatorie di cantanti, attori e comici: nessuno è risparmiato, tanto meno qualche politico che con Moana ha avuto commercio più o meno lecito.
Il libro a tutt'oggi è introvabile. Nello stesso anno sposa a Las Vegas Antonio Di Ciesco, suo ex autista, a quanto sembra l'unico uomo che è stato capace di tenerla legata a sé.

Sempre nel 1991 Moana Pozzi realizza insieme a Mario Verger un film d'animazione intitolato "Moanaland", che insieme a "I Remember Moana", dopo esser stato presentato al Palazzo delle Esposizioni e raccogliendo l'attenzione di Enrico Ghezzi per "Blob" e "Fuori Orario", fu l'unico cartoon premiato con la Menzione speciale all'International Erotic Film di New York. Oggi le due pellicole, conservate in Rai, sono un vero piccolo cult per gli ammiratori di Moana.

L'anno dopo è la volta della sua prima avventura "politica": si presenta alle elezioni politiche con il Partito dell'amore, sorta di "braccio politico" dell'agenzia Diva Futura di Schicchi. L'operazione fallisce, ma il tasso di celebrità balza alle stelle. Moana Pozzi è ormai una macchina che produce denaro. Compra un attico da due miliardi a Roma, vive una vita all'insegna del lusso e della ricchezza.

Nel 1993 lo stilista Karl Lagerfeld la fa sfilare in passerella a Milano. Gli stilisti si infuriano, ma lui replica: "Le donne si muovono come Moana, mica come una top model".
Sabina Guzzanti ne fa un'imitazione spassosa ad "Avanzi". E' l'apoteosi.

Il 17 settembre 1994 arriva la notizia terribile: Moana Pozzi è morta il giorno 15 in una clinica di Lione per un tumore al fegato. I funerali vengono svolti in forma privata, nessuno riesce a fotografare il corpo. Subito si scatenano le ipotesi più svariate: Moana sarebbe ancora viva, ma non vuole che qualcuno la ritragga moribonda e mette in atto un'uscita di scena anticipata; altri sostengono invece che si sia ritirata dalle scene fuggendo in India.

Di certo c'è solo la battaglia legale tra i genitori e il marito per l'eredità miliardaria. Spunta un testamento olografo senza firma, quindi non valido. L'appartamento dell'Olgiata viene svaligiato da ignoti e rimane da allora disabitato.
I fan non la dimenticano.
I suoi video continuano ad essere tra i più venduti e sui muri di Roma compaiono scritte e graffiti in sua memoria.
Finita la storia, inizia la leggenda di Moana, la donna che ha sdoganato il porno.

A 10 anni dalla sua scomparsa è uscito il libro illustrato "Moana" (2004, di Marco Giusti), un volume-diario che ripercorre con immagini, documenti e dichiarazioni la vita di questo personaggio scandaloso e contraddittorio. E' anche un viaggio nel mondo del porno visto con gli occhi della sua protagonista più eccellente, nonché uno sguardo indiscreto sulla vita privata dei tanti personaggi dello spettacolo e della politica che non hanno saputo resistere al suo fascino.

Nel febbraio del 2006 alla trasmissione tv "Chi l'ha visto" (RaiTre) Simone Pozzi, fino ad allora ritenuto fratello di Moana, ha affermato di essere il figlio. Nell'occasione ha aggiunto di avere maturato la decisione di dichiarare la sua identità e di raccontare la vicenda in un libro dal titolo "Moana, tutta la verità".

Ma il mistero che aleggia intorno alla sua morte, ma in generale anche a tutta la sua vita, non finisce: nella primavera del 2007 il marito Di Ciesco, confessa che per volere della moglie, alla quale era stato diagnosticato un tumore al ritorno dall'India, non volendo soffrire gli chiese di far entrare piccole bolle d'aria nella sua flebo. I dettagli saranno raccolti e pubblicati in un libro scritto dallo stesso Antonio Di Ciesco.( biografieonline.it)



domenica 3 gennaio 2010

MA CHI ERA GIUSEPPE GARIBALDI ???


Giuseppe Garibaldi "padre della patria ? !
Pirata, mercenario, negriero, massone e... Chi è?
La cappa ideologica
Dopo le varie cerimonie di commemorazione
il 4 luglio ricorreva il bicentenario della nascita
- e gli sperticati elogi provenienti dal mondo politico, culturale e
dalle più alte cariche dello Stato, è bene ricordare chi sia stato
veramente Giuseppe Garibaldi, il tanto acclamato "padre della patria"
GIUSEPPE GARIBALDI Padre della patria
Giuseppe Garibaldi ci è stato presentato come l'eroe dagli occhi
azzurri, biondo, alto, coraggioso, romantico, idealista; colui il quale
metteva a repentaglio la propria vita per la libertà altrui.




 Non esiste
città d'Italia che non gli abbia dedicato una piazza o una strada.
Garibaldi non era alto, era biondiccio e pieno di reumatismi, camminava
quasi curvo e dovevano alzarlo in due sul suo cavallo. Portava i
capelli lunghi, si dice nel sud, perché violentando una ragazza questa
gli staccò un orecchio. Questo signore non era un eroe; oggi lo si
chiamerebbe delinquente, terrorista, mercenario. Era alto 1,65, aveva
le gambe arcuate e curava molto la sua persona.
Fra il 1825 ed il 1832 fu quasi sempre imbarcato intraprendendo viaggi
nel Mediterraneo. Nel 1833, durante un viaggio a Taganrog ebbe modo di
conoscere dei rivoluzionari che lo affascinarono all'idea della
fratellanza umana ed universale e all'abolizione delle classi, idee che
si rifacevano al Saint Simon. Cominciò, pertanto, a pensare all'idea
dell'unificazione italiana da realizzare con l'abbattimento di tutte le
monarchie allora dominanti e la fondazione di una repubblica.
Accrebbe codesta convinzione quando incontrò Giuseppe Mazzini nei
sobborghi di Marsiglia e, affascinato dalle idee del genovese, si
iscrisse alla setta segreta "Giovine Italia". Nel dicembre del 1833 si
arruolò nella marina piemontese per sobillare e per praticare la
propaganda della setta tra i marinai savoiardi. Nel 1834 tentò un'
insurrezione a Genova contro il Piemonte; scoperto riuscì a fuggire in
Francia. Processato in contumacia a Genova, fu condannato a morte per
alto tradimento dal governo piemontese. Nel 1835 fuggì in Brasile,
considerato una specie d'Eldorado dagli emigranti piemontesi che in
patria non trovavano lavoro, ed erano tantissimi; da lì e dalle altre
province del nord, ogni anno un milione di emigranti raggiungevano le
terre Sudamericane.





Fra i 28 e 40 anni Garibaldi visse come un corsaro ed imitò i grandi
pirati del passato assaltando navi, saccheggiando e, come dice Denis
Mack Smith a pag. 14 (1) "...si abituò a vedere nei grandi proprietari
delle pampas un tipo ideale di persona delle pampas". Al diavolo la
lotta di classe! il danaro era più importante - diciamo noi. A Rio de
Janeiro si iscrisse alla sezione locale della Giovine Italia. Nel 1836
chiese a Mazzini se poteva cominciare la lotta di liberazione
affondando navi piemontesi ed austriache che stazionavano a Rio.
Il rappresentante piemontese nella capitale brasiliana rapportò al
governo sabaudo che nelle case di quei rivoluzionari sventolava la
bandiera tricolore, simbolo di rivoluzione e sovversivismo. Nel maggio
del 1837, con i soldi della carboneria, Garibaldi mise in mare una
barca di 20 tonnellate per predare navi brasiliane; non a caso fu
battezzata Mazzini.




Quest'uomo, condannato a morte per alto tradimento e poi pirata e
corsaro nel fiume Rio Grande, è il nostro eroe nazionale; anzi, non lo
è più! Ora è eroe della nazione Nord. In Uruguay si batteva per
assicurare il monopolio commerciale all'Impero Britannico contrastando
l'egemonia cattolico-ispanica. Nel 1844, a Montevideo iniziò la sua
vera carriera di massone dopo l'iniziazione avuta con l'iscrizione alla
Giovine Italia del Mazzini. In Italia i pennivendoli di regime
continuano ad osannare le imprese banditesche del pirata nizzardo
offendendo la storia e la dignità delle nazioni Sudamericane.
L'indignazione della gente è racchiusa in un articolo di un giornale,
il Pais che vende 300.000 copie giornaliere e che così si è espresso
il 27-7-1995 a pag. 6: "... Garibaldi. Il presidente d'Italia è stato
nostro illustre visitante...... Disgraziatamente, in un momento della
sua visita, il presidente italiano si è riferito alla presenza di
Garibaldi nel Rio della Plata, in un momento molto speciale della
storia delle nazioni di questa parte del mondo. E, senza animo di
riaprire vecchie polemiche e aspre discussioni, diciamo al dott.
Scalfaro che il suo compatriota (ndr, Giuseppe Garibaldi) non ha
lottato per la libertà di queste nazioni come (Scalfaro) afferma.
Piuttosto il contrario". La carriera massonica di Garibaldi culminò
col 33°gr. ricevuto a Torino nel 1862, la suprema carica di Gran
Hierofante del Rito Egiziano del Menphis-Misraim nel 1881.
Il Grande Oriente di Palermo gli conferì tutti i gradi dal 4° al 33° e
a condurre il rito fu mandato Francesco Crispi accompagnato da altri
cinque fra massoni. Il mito di Garibaldi finisce quando si apprende che
la spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese con una
somma spaventosa di piastre turche equivalenti a milioni di dollari in
moneta attuale . Con tale montagna di denaro poté corrompere
generali, alti funzionari e ministri borbonici, tra i quali non pochi
erano massoni. Come poteva vincere Francesco II, se il suo primo
ministro, Don Liborio Romano era massone d'alto grado? .
Appena arrivato a Palermo, Garibaldi saccheggiò il Banco di Sicilia di
ben cinque milioni di ducati come fece saccheggiare tutte le chiese e
tutto ciò che trovava sulla sua strada. In una lettera Vittorio
Emanuele II ebbe a lamentarsi con Cavour circa le ruberie del pirata
nizzardo : "Come avrete visto, ho liquidato rapidamente la
sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene - siatene certo - questo
personaggio non è affatto così docile né così onesto come lo si dipinge
, e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto,
come prova l'affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso
qui, ad esempio l'infame furto di tutto il denaro dell'erario, è da
attribuirsi interamente a lui, che s'è circondato di canaglie, ne ha
seguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una
situazione spaventosa".
Ma erano mille i garibaldini? Certamente. Ma ogni giorno sbarcavano
sulla costa siciliana migliaia di soldati piemontesi congedati dall'
esercito sabaudo per l'occasione dall'altro massone Cavour ed arruolati
in quello del generale nizzardo. Una spedizione ben congegnata,
raffinata, scientifica, appoggiata dalla flotta inglese ed assistita
da valenti esperti internazionali. La massoneria siciliana, da anni,
stava preparando la sollevazione e mise a disposizione di Garibaldi
tutto l'apparato mafioso della Trinacria. A Bronte  fece fucilare
per mano di Nino Bixio i contadini che avevano osato "usurpare" le
terre concesse agli inglesi dai Borbone.
Ecco chi era il vero Garibaldi! Amico e servo dei figli d'Albione,
assassino e criminale di guerra per aver fatto fucilare cittadini
italiani a Bronte. Il socialismo, l'uguaglianza, la libertà potevano
anche andare a farsi benedire di fronte allo sporco danaro e al suo
servilismo massonico. Suo fine non era dare libertà alle genti del Sud
ma togliere loro anche la vita. Scopo della sua missione fu quello di
distruggere la chiesa cattolica e sostituirla con quella massonica
guidata da Londra.





Garibaldi, questo avventuriero, definiva Pio IX "...un metro cubo di
letame"  in quanto lo riteneva - acerrimo nemico dell'Italia e dell'
unità". Considerava il papa "...la più nociva di tutte le creature,
perché egli, più di nessun altro, è un ostacolo al progresso umano,
alla fratellanza degli uomini e dei popoli", inoltre affermò che:
"...Se sorgesse una società del demonio, che combattesse dispotismo e
preti, mi arruolerei nelle sue file" . Era chiaro l'obiettivo della
massoneria: colpire il potere della chiesa e con esso scardinare le
monarchie cattoliche per asservirle ad uno stato laico per potere
finalmente mettere le mani sui nuovi mercati, sulle loro immense
ricchezze umane, sulle loro ricche industrie, sui loro demani pubblici,
sui beni ecclesiastici, sulle riserve auree del Regno delle Due Sicilie
, sulle banche.
Con la breccia di Porta Pia finì il potere temporale dei papi con
grande esultanza dei fra massoni. Roma divenne così capitale d'Italia
e della massoneria, come aveva stabilito Albert Pike, designando come
suo successore Adriano Lemmi, massimo esponente del Rito Palladio.( DENIS MACK SMITH: Garibaldi, una grande vita in breve,
Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1993.)
Non voglio e non sono in grado di trarre un giudizio conclusivo sulla questione; è certo che il personaggio Garibaldi è stato oggetto in questi ultimi anni di una severa revisione. In ogni caso, ogni giudizio risente della distanza temporale degli eventi e viene distorto, in un senso o nell'altro, a seconda dell'orientamento politico del narratore e dell'uso che se ne vuole fare.
Il buon senso suggerisce che la verità, di solito, sta nel mezzo. Difficile pensare che Garibaldi fosse tutto virtù e niente vizi. Ugualmente difficile è credere il contrario.
Ai posteri, come si dice, l'ardua sentenza.

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