domenica 7 febbraio 2010

IL PREMIER DICE CHE VA TUTTO BENE !!!!!!!!!




Certo è piacevole sentire il nostro premier che continua imperterrito a ribadire che in Italia non c’è nessuna crisi,tutto va bene,gli Italiani stanno bene e che se piccola,minuscola crisi c’è stata,il suo Governo l’ha affrontata e risolta !!! Questa è una buona notizia per quegli operai che rischiano di perdere il lavoro o per quelli che lo hanno già perso !! Una fantastica notizia per quelle famiglie che non riescono piu’ a mettere il piatto a tavola già alla seconda settimana del mese!!! Chissà come saranno felici quegli anziani o disabili che vivono con una merda di pensione e che oltre a non poterci mangiare,non possono piu’ pagare neppure l’affitto !!! Saranno felicissimi quei novelli sposi che non hanno i soldi per pagare il mutuo !! Grazie signor Premier,grazie di vero cuore,noi tutti pensavamo di vivere un gran brutto momento,ma le sue parole,ci hanno aiutato a capire che in realtà siamo nella merda e nessuno ci aiuterà !!! ( Roberto Diiorio )
Sembra una barzelletta quando ce la raccontano. “Per noi italiani nessun problema, stiamo affrontando bene la crisi” ribadisce anche oggi il Premier. E intanto si continuano a perdere posti di lavoro ogni settimana.
La situazione è ancora grave. Questo è un dato di fatto. Vedi le recenti vicende di Glaxo, Alcoa (fortuna che mio marito è uscito in tempo!), Fiat, solo per citare alcuni nomi fra le tante aziende in crisi che prospettano chiusura o delocalizzazione.
E non aiuta essere ottimisti nemmeno parlare con coppie di amici che hanno perso il lavoro e faticano, causa età, a trovarne un altro.
Non aiuta vedere figli laureati costretti a subire ricatti per lavori precari, sottopagati e a termine.
Non aiuta vedere in tv appelli di giovani coppie ridotte alle fame perchè, persa l'occupazione, non riescono più a pagare l'affitto e le bollette, e rischiano di trovarsi per strada senza alcuna prospettiva. Ma il Premier continua dire “Tutto bene,Niente problemi” Queste notizie false e assurde,non aiutano ne l’Italia e ne gli I
taliani !!!!! ”.( beautifulliar1.blogspot.com)
Berlusconi le tasse le ha aumentate a lavoratori e imprese, dal momento che ha eliminato numerose detrazioni fiscali, tra le quali: la detrazione del 55% per le ristrutturazioni edilizie finalizzate al risparmio energetico; la
detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali; la detrazione del 19% per le spese di
aggiornamento degli insegnanti. Sono stati svuotati, mediante il click day, i crediti di imposta per ricerca e innovazione, e per
gli investimenti nel Mezzogiorno». Non è stato restituito il fiscal drag degli ultimi due anni ed è stata introdotta una pesante tassa sulle memorie virtuali dei dispositivi elettronici, quantificata, in media, in 100 euro l`anno a famiglia». «Soprattutto, il governo Berlusconi ha messo le mani nelle tasche degli italiani attraverso l`aumento delle tariffe dell`acqua e
del gas, dei pedaggi autostradali, del costo dei biglietti dei treni e degli aerei, dei premi delle assicurazioni», sostiene
ancora l'esponente del Pd, e conclude: «Non a caso, nonostante una recessione più pesante della media dell`area euro, abbiamo un`inflazione più alta».( .unita.it)
Basta. Non se ne può più. Come si fa ad avere un premier talmente ridicolo?
Silvio Berlusconi è sull’orlo di una crisi di nervi. Si vede chiaramente in questo video in cui un giornalista giustamente gli fa una domanda sulla stampa estera scandalizzata dalla situazione: “puttanelle in politica”.
Ma noi abbiamo il premier atipico. Un premier che può scegliere di non rispondere a dieci domande. Un premier che può scegliere di ignorare un giornalista. Ma che schifo di paese siamo diventati. : Guardate il video    http://www.youtube.com/watch?v=ZBTy-o127GI

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mercoledì 3 febbraio 2010

PRETOFILI


Continuano a definirli "casi isolati". In Italia, s'intende, perchè fuori dall'Italia ormai la scusa non regge. Negli Stati Uniti, in Irlanda, in tutti i Paesi che hanno istituito commissioni apposite per indagare sugli abusi commessi dagli ecclesiastici, non si può avere la sfrontatezza di parlare di "casi isolati", ma si può solo scusarsi.
Scusarsi con le migliaia di vittime dei religiosi pedofili negli Stati Uniti, in Messico, in Brasile, in Australia, in Africa, in Europa.
Scusarsi con le migliaia di vittime di abusi fisici e sessuali perpetrati dagli ecclesiastici negli istituti residenziali e nelle "scuole industriali" irlandesi. Il Rapporto della Commissione Ryan, diffuso nel maggio di quest'anno, raccontava gli orrori e le sevizie cui erano sottoposti i bambini negli istituti gestiti e controllati da ordini religiosi. Maltrattamenti, violenze sessuali, abusi sistematici, e un costante clima di terrore. I superiori non solo sapevano, ma incoraggiavano il "mantenimento della disciplina" con tali mezzi. Gli ispettori governativi che avrebbero dovuto vigilare sul benessere dei bambini fingevano di non sapere e non vedere. Un rapporto sconvolgente, che ha costretto i Fratelli Cristiani, la congregazione religiosa che gestiva la maggior parte delle scuole industriali assieme alle Suore della Misericordia, ad offrire un risarcimento di 34 milioni di euro alle vittime. Altre cinque congregazioni hanno offerto ulteriori 43 milioni di euro. Un Consiglio di Giustizia fu istituito già dal 2002 per risarcire le vittime: al 2008 aveva giudicato 11.337 casi, con risarcimenti individuali tra i 65.000 e i 300.000 euro.
Ora, a sei mesi di distanza, arriva un nuovo rapporto, quello della Commissione Murphy, istituita nel 2006 per verificare come la Chiesa e le autorità statali avessero gestito le denunce di abusi sessuali sui minori commessi dagli ecclesiastici nella sola diocesi di Dublino. Settecento pagine di testimonianze raccapriccianti, 320 vittime, una sequenza di racconti dell'orrore che coinvolgono un campione di 46 sacerdoti dal 1975 al 2004, costantemente coperti dalle autorità ecclesiastiche, spostati di parrocchia in parrocchia, con l'unico intento di proteggere il buon nome e i beni della Chiesa. Gli ultimi quattro arcivescovi che si sono succeduti alla guida della diocesi di Dublino avevano in comune una regola: coprire gli abusi e gli abusatori, insabbiare, nascondere, negare.
Il rapporto Murphy è dettagliato: ad ogni sacerdote è dedicato un capitolo denso di accuse, di testimonianze, di orrori. Ogni capitolo una storia in cui la pedofilia si fonde col sadismo e con ogni sorta di perversione degli impulsi sessuali. Forse quelle più agghiaccianti riguardano padre Noel Reynolds, che ammise di aver abusato di più di cento bambini nelle otto parrocchie in cui aveva esercitato il proprio ministero negli oltre trent'anni di carriera. Spostato da una parrocchia all'altra ogni volta che si sollevava uno scandalo sui "comportamenti inappropriati" tenuti dal sacerdote, raccomandato ai vescovi locali senza mai comunicare i suoi trascorsi, Reynolds trovava ogni volta terreno fertile: le madri gli affidavano con fiducia i bambini, nessuno dubitava di lui e della sua dedizione. Le denunce vennero a galla solo nel 1995, quando la polizia irlandese aprì un'indagine sul suo conto. Arrestato nell'ottobre del 1999, a seguito degli abusi commessi su due sorelline di sei e undici anni, Reynolds confessò. Confessò di aver violentato almeno cento bambini, raccontò particolari mostruosi e raccontò anche di come aveva abusato di una bambina piccolissima, violentandola brutalmente utilizzando un oggetto: il crocifisso. Arrivò perfino ad offrirlo alla polizia, come prova. E tuttavia solo nel 1998, poco prima dell’arresto, era stato rimosso dalla parrocchia e trasferito come cappellano al National Rehabilitation Hospital, anche stavolta senza informare le autorità ospedaliere dei trascorsi del sacerdote e mettendo in grave pericolo i 94 bambini degenti nella struttura.
E poi un altro sacerdote, padre Terentius, che ubriacava le sue vittime e poi le violentava; un altro ancora che ha affermato di aver abusato di un bambino diverso ogni quindici giorni, per 25 anni; e ancora un altro, insegnante elementare, che abusava sistematicamente dei propri alunni. Una catena di orrori, che ad un'attenta lettura rivela un orrore peggiore: la costante e sistematica copertura dei vertici della diocesi di Dublino, preoccupati esclusivamente di evitare sia lo scandalo sia possibili richieste di risarcimento. Dietro ogni sacerdote pedofilo c'è la figura di almeno un vescovo che sapeva. "La sola preoccupazione dell'arcidiocesi di Dublino - si legge nel rapporto - era quella di mantenere la segretezza, evitare lo scandalo, proteggere la reputazione della Chiesa e i suoi beni. Tutto il resto, incluso il benessere dei bambini e la giustizia per le vittime, erano subordinati a queste priorità. L'arcidiocesi non si attenne alle procedure del diritto canonico e fece tutto il possibile per evitare l'intervento delle leggi dello Stato".
Le autorità dell'arcidiocesi che si occupavano delle denunce di abusi su minori avevano un’ampia esperienza in diritto canonico e in giurisprudenza. Eppure l'arcivescovo e i vescovi dublinesi sostennero di non sapere che, oltre ad essere un peccato, l'abuso su minori fosse anche un reato, e pertanto non avevano informato le autorità giudiziarie di quanto accadeva nelle loro parrocchie. Tuttavia tale presunta ignoranza risulta insostenibile, alla luce del fatto che fin dal 1986, le autorità ecclesiastiche decisero di ricorrere ad una polizza assicurativa per proteggere i beni della Chiesa da possibili richieste di risarcimento da parte delle vittime di abusi.
La pedofilia clericale è ben nota alla Chiesa fin dai tempi delle Indulgenze (1517) di Leone X, che assolvevano gli ecclesiastici dal "peccato contro natura con bambini" per la modica somma di "131 libbre, 15 soldi". Senza contare che, da tempo immemorabile, l'abuso sessuale ai danni di minori è oggetto di diritto canonico: la direttiva del cardinale Ottaviani del 1962, Crimen Sollicitationis, istruiva i vescovi su come trattare questo tipo di denunce, e la direttiva di Ratzinger del 2001, De Delictis Gravioribus, sottraeva i processi per abusi sui minori alla giurisdizione dei tribunali diocesani per avocarli direttamente alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il regime di segretezza era tale che, qualora un sacerdote pedofilo veniva inviato ad un trattamento psicologico, neppure i terapeuti erano pienamente informati della storia del sacerdote. Molti dei rapporti e delle direttive dei terapeuti, del resto, erano completamente ignorati, anche quando psichiatri e psicologi raccomandavano di conferire ai sacerdoti incarichi che non prevedessero contatti con i bambini.
La stessa cultura della segretezza riscontrata nel caso di Dublino è stata riportata da altre inchieste condotte in altri Paesi. Nel 2002, il governatore dell'Oklahoma Frank Keating, presidente del Consiglio Nazionale per il Riesame che si occupava della vicenda dei preti pedofili negli Stati Uniti, rilasciò un'intervista al Los Angeles Times spiegando il motivo delle sue dimissioni dall'incarico dopo appena un anno, paragonando la segretezza della Chiesa a quella della mafia e le gerarchie ecclesiastiche a Cosa nostra: "I preti non obbediscono ai mandati di comparizione, e fanno sparire i nomi degli stupratori. Questa è un'organizzazione criminale, non la mia Chiesa".
In tale ottica, il benessere dei bambini veniva costantemente sacrificato per proteggere l'istituzione. Il rapporto Murphy sottolinea: "La Chiesa non è una democrazia e non ha procedure di selezione trasparenti, pertanto non è dato conoscere quali criteri siano utilizzati nella scelta degli Arcivescovi. Le nomine a vescovo sembrano essere state fatte essenzialmente sulla base dell'aderenza all'ortodossia dottrinale. L'abilità di gestione non sembra essere stata un criterio tenuto in considerazione".
Di fronte alla cultura della segretezza, la Commissione Murphy dovette emettere un ordine formale con il quale veniva richiesto che l'arcidiocesi di Dublino e altre organizzazioni, compresa la polizia stessa, fornissero tutti i documenti in loro possesso riguardanti i 46 sacerdoti coinvolti nell'inchiesta.
Nel settembre del 2006, la Commissione inviò inoltre una richiesta formale alla Congregazione per la Dottrina della Fede "chiedendo informazioni sulla promulgazione del Crimen Sollicitationis". Chiedeva inoltre informazioni su tutti i rapporti, riguardanti gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, “inviati alla Congregazione dall'arcidiocesi di Dublino". La Congregazione non rispose mai alla richiesta, adducendo come pretesto il fatto che la stessa non fosse stata inoltrata attraverso gli appropriati canali diplomatici.
La Commissione inviò allora, nel febbraio 2007, una formale richiesta al Nunzio Apostolico irlandese, chiedendo di produrre tutti i documenti in suo possesso riguardanti l'indagine in corso. Non vi fu mai risposta. Non avendo il potere di emanare alcun ordine nei confronti della Congregazione per la Dottrina della Fede nè del Nunzio Apostolico, la Commissione proseguì il proprio lavoro senza alcuna collaborazione da parte del Vaticano. Tuttavia ritenne opportuno, alla conclusione dei lavori, inviare al Nunzio una copia del rapporto Murphy. Ancora una volta, non ricevette risposta.
Di fronte agli esiti del rapporto Murphy, l'attuale arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha offerto alle vittime le proprie scuse, il proprio dolore e la propria vergogna. Guardandosi bene dall'offrire anche un risarcimento economico, per quanto nessuna somma possa mai risarcire le violenze e le umiliazioni delle vittime.
Non si tratta dunque di "casi isolati" ma di situazioni "endemiche", come sottolineano tutti i rapporti redatti fino ad oggi. C'è da chiedersi come mai in Italia non sia mai stata istituita una commissione indipendente che indaghi sui casi di abusi sessuali su minori commessi da religiosi. A scorrere le cronache giudiziarie, i casi non mancano. Il numero di segnalazioni e richieste di aiuto che pervengono ogni giorno alle associazioni antipedofilia sono centinaia. Eppure si tratta solo della punta dell'iceberg. Molti, moltissimi, non denunciano: per paura, per vergogna, per timore di non essere creduti, ma soprattutto per la certezza di non ottenere giustizia.
L'Italia conta più di settemila scuole cattoliche, frequentate da quasi 630.000 bambini. Tali scuole, parificate alla scuola pubblica, ricevono ogni anno finanziamenti statali sotto forma di “partecipazione alle spese”. Senza contare i 123 seminari minori in cui studiano più di 2700 ragazzi al di sotto dei 18 anni. E tuttavia nessuna commissione d'indagine sull'operato dei sacerdoti è mai stata istituita. Preoccupati di non perdere il consenso degli elettori cattolici, gli esponenti politici si sono sempre schierati a favore della Chiesa. Basti pensare alla gazzarra mediatica sollevata due anni fa per impedire ad Annozero di trasmettere il documentario Sex crimes and Vatican.
Così, in tema di abusi sessuali commessi da sacerdoti, si continua a parlare di "casi isolati". E le coscienze addormentate, che da tempo hanno abdicato alla dignità, continuano a fingere che sia davvero così.(Vania L.Gaiato)

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martedì 2 febbraio 2010

SANTO SILVIO DA ARCORE

 
La campagna elettorale è partita ma molto furbescamente: senza una controparte e senza un dibattito. Questa volta Silvio Berlusconi ha toccato il fondo. In edicola da oggi a 9.90 euro la sua vita e le sue foto più belle, un fascicolo imperdibile da conservare e da mostrare ai propri nipoti magari il giorno di Natale intorno al camino (al posto delle favole dei fratelli Grimm). Il tutto pubblicato da un editore su cui non riesce a trovare nessuna notizia, nessun sito web e nessuna foto e che dice di non essere parte (tranne poi dedicare questa opera illustre al suo amico Silvio!). Quindi grazie ad Alberto Peruzzo editore, dopo Padre Pio da Pietralcina ecco la vita e "le opere" di Silvio Berlusconi da Arcore.

Ora non rimane che aspettare il miracolo e la santificazione di Silvio. Le sue stigmati verranno mostrare durante le prossime dirette TV.
Il sultano Berlusconi ci fregherà col gioco delle tre carte: processo breve, legittimo impedimento (la possibilità di non presentarsi ai processi e di continuare ad avere continuii rinvii) e Lodo Alfano Bis. Il gioco è questo: utilizzare il processo breve come merce di scambio per ottenere il legittimo impedimento ovvero il sultano rinuncia a portare avanti il processo breve se gli mi permettono di non presentarsi ai processi. Questo gioco , però, è anti-costituzionale. Perchè? Perchè l'impedimento che tanto viene sbandierato non può essere riconducibile a una carica ma solo a un impegno. Questo vuol dire che ci sarà un giorno in cui il sultano è libero, no? (...dicono che anche dio si sia fermato la domenica invece il sultano è impegnato anche di domenica. Allo stadio...). Purtroppo, ora che la Consulta giudicherà questo gioco "sleale" passerà almeno un anno e mezzo. Nel frattempo, il sultano giocherà la terza carta: il Lodo Alfanso Bis. Lo farà passare come costituzionale e ci fregherà tutti. C'è solo un piccolo problema: questa legge "ad personam" (e "ad minchiam", aggiungerei) non solo salverà il fondoschiena del sultano ma farà sì che molta gente comune non avrà giustizia. E se la vorranno dovranno ricominciare tutto da capo. A spese loro. Gente comune come i parenti di un medico morto in sala operatoria per un'errata valutazione da parte dei chirurghi, come le 1.500 famiglie romane che hanno dato i loro risparmi per comprare casa a una cooperativa che poi è "sparita", come le vittime di un usuraio di Messina o come gli operai della Fincantieri di Palermo che hanno maneggiato l'amianto senza saperlo e hanno contaminato loro stessi e le famiglie.

Gente comune che ha una sola colpa: non sapere giocare a carte e non avere avvocati compiacenti e compiaciuti che scrivono leggi per loro. (lapalombellarossa.blogspot.com)




lunedì 1 febbraio 2010

CHE VERGOGNA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!







Permettetemi di dare inizio a questo articolo dicendo “MA CHE VERGOGNA”,credetemi,non è una mia esclusiva esclamazione,ma collettiva di molti malati,medici,infermieri e impiegati.Naturalmente mi rivolgo al Poliambulatorio ASL CE 1 di Piedimonte Matese ( Caserta ),sito in via Bisanzio,no !!! Questa volta non intendo ribadire  la tiritela che che da anni cerco di far comprendere a quelli che detengono le poltrone importanti nel Casertano e in Campania ! Non intendo riparlare della struttura fatiscente,della non accessibilità e altro !!! Oggi vi voglio parlare del “FREDDO” a cui vengono sottoposti “OBBLIGATORIAMENTE” Malati-Medici-Infermieri-Dipendenti !!! Stiamo vivendo un inverno molto rigido,poi,per chi ha problemi di salute,il freddo è una vera tortura,pensate ore,ed ore a seguire la fila,al gelo totale,c’è chi addirittura ha rinunciato e se ne andato !! Quando è stato il mio turno,il Medico aveva le mani tamente gelate,da non riuscire a scrivere !! E non è la prima volta che accade,la cosa è diventata una routine,una vera è propria mancanza di rispetto nei confronti di persone malate e di professionisti che hanno dato l’anima nello studio !!!! Carissima Dott.ssa Saccoliti Maria Antonietta,lei è la responsabile di questo Distretto,se non vado errato,farebbe piacere a me e a tente e tante persone sapere IL PERCHE’ DI TUTTO CIO’  !!!! Senza voler approfondire e parlare poi dei macchinari medicali che ricordano la prima guerra mondiale,non c’è un Medico che abbia un PC !!!! Naturalmente io comprendo che le colpe non sia al 100% sue,certamente qualcuno piu’ in alto di lei,forse si sarà dimenticato del Poliambulatorio di Piedimonte Matese e della sua indiscussa importanza !!! Speriamo che questa vergogna possa finire e MAI piu’ ripetersi,avete l’OBBLIGO IL DOVERE CIVILE E MORALE di far stare al caldo i pazienti che usufruiscono della struttura e di dare le possibilità al vostro personale di operare in un ambiente caldo,sicuro,e al passo coi tempi !! Al momento saluto tutti i responsabili di questa VERGOGNOSA MALEFATTA…….Ma naturalmente non finisce qui  !!!!!

Roberto Diiorio