martedì 5 aprile 2011

MA CHE STA SUCCEDENDO CON LE TENDOPOLI

 
 
 
 
 
Immigrati, la truffa delle tendopoli. Ecco perché il governo preferisce il caos
Mentre si moltiplicano le fughe dai centri di accoglienza, l'esecutivo non prende in esame la possibilità di un decreto di protezione internazionale temporanea. Una strada già battuta con successo in occasione delle emergenze profughi provenienti dall'Albania e dalla Bosnia

Sul caso-migranti, il governo naviga a vista. E “lo tsunami umano difficile da gestire”, come è stato definito da Silvio Berlusconi, continua a creare problemi e imbarazzi all’esecutivo.

Da una parte Umberto Bossi e i suoi “fuori dalle palle”, dall’altra il suo compagno di partito Roberto Maroni, che, in aperta contraddizione con la politica della Lega in materia di immigrazione, chiude entrambi gli occhi di fronte alle continue fughe dai centri d’accoglienza.

Il simbolo di quello che accade è la tendopoli di Manduria. Qui, nel giro di due giorni, sono arrivate circa 3000 persone. Sono fuggite in 2500. Con il beneplacito dello Stato. Giovedì gli abitanti del paese pugliese si erano organizzati in ronde per riportare, con le buone o con le cattive, nel centro chi era uscito. In pulmino i cittadini caricavano i migranti e li trasportavano nelle tende. Venerdì, una volta capito che il centinaio di agenti posti di guardia al campo avevano l’ordine di non intervenire, ecco che le ronde si sono messe a trasferire gli immigrati nella vicina stazione ferroviaria.nsomma, è il caos. Sia dal punto di vista organizzativo che politico. Sì, perché sono bastate poco più di 15mila persone per mandare in tilt un paese da 60 milioni di abitanti. Non uno “tsunami”, e nemmeno un evento inatteso visto che già un mese fa il ministro Maroni parlava di 300mila sbarchi. Semplicemente qualcosa di previsto rispetto cui il governo non ha saputo (o voluto) attrezzarsi.

Così adesso c’è Berlusconi che annuncia il via libera delle regioni sull’istallazione di altre tendopoli per essere smentito subito dopo dal presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani. E dal centro di Manduria, teatro di una spettacolare fuga di massa, al Villaggio della solidarietà di Mineo, in provincia di Catania, è un continuo fuggi fuggi. Profughi, clandestini, immigrati economici, non fa differenza. Tutti verso nord. Spesso con il placet delle forze dell’ordine che dicono “non ci è stato detto di intervenire”.

Eppure una soluzione ci sarebbe. A proporla è il pool di legali dell’associazione Avvocati per niente. “Mentre il governo spacca il capello in quattro per cercare di capire che trattamento riservare ai profughi piuttosto che ai clandestini – dice Alberto Guariso, membro dell’associazione – fa finta di non sapere che la risoluzione del problema è a portata di mano”. Secondo Guariso, il governo dovrebbe fare un decreto d’urgenza sulla linea di quello che fece nel 1991 durante la crisi albanese. “L’esecutivo può e deve emanare una legge di protezione temporanea”, dice l’avvocato che sottolinea come la normativa non solo sia contemplata dalle disposizioni europee (articolo 78 del Trattato di Lisbona), ma soprattutto sia esplicitamente prevista anche dal Testo unico sull’immigrazione. “L’articolo 20 recita che in presenza di guerre, catastrofi o altri eventi di particolare gravità – sottolinea Guarino – ai migranti è consentito temporaneamente di stare in Italia e di girare nell’area Schengen”.

Il governo però un decreto del genere non lo vuole approvare. Non può farlo la Lega che ha timore di perdere la faccia nei confronti del suo elettorato. Non può farlo Berlusconi che teme di perdere l’appoggio del Carroccio. Quindi la soluzione è all’italiana: da una parte si dice “rispediamoli a casa”, dall’altra si ordina alle forze di Polizia di chiudere tutti e due gli occhi davanti ai migranti che evadono dai centri, occupano i treni verso nord e cercano in una maniera o nell’altra di raggiungere la Francia, il Belgio e la Germania.

Sono i numeri a parlare. I 3500 tunisini sbarcati a Lampedusa e trasferiti nelle strutture di accoglienza in continente sono fuggiti dai centri e ora si stanno accalcando alla frontiera di Ventimiglia, nel tentativo di raggiungere le città francesi. Ultima tappa di un viaggio iniziato su un barcone nei porti tunisini si Sfax o Zarzis.

Ma com’è possibile che le forze dell’ordine e soprattutto il Viminale tollerino questa continua emorragia di immigrati? Soprattutto alla luce del fatto che il ministro dell’Interno è la stessa persona che nel 2008 sottoscrisse gli accordi con la Libia per i respingimenti in alto mare. Quel trattato, che mandò su tutte le furie Europa e Nazioni unite, prevedeva che tutti i barconi che incrociavano nel Canale di Sicilia fossero respinti. Poco importava se sui natanti ci fossero immigrati economici o gente che scappava da guerre e carestie e quindi bisognosa (e soprattutto avente diritto) di protezione internazionale. Oggi le indicazioni del Viminale sono di segno opposto. “Maglie larghe”, come hanno riferito fonti qualificate del ministero a Repubblica.

“Dai nostri superiori abbiamo avuto indicazioni di fare finta di niente”, dice al fattoquotidiano.it un agente della Polfer in servizio sul treno interregionale che da Milano va a Ventimiglia. Sul convoglio, uno dei tanti, ci sono almeno una trentina di giovani tunisini che sperano di raggiungere la Francia attraversando, in un modo o nell’altro, il confine fra Ventimiglia e Menton. Forse non sanno ancora che non appena attraversata la frontiera, la polizia francese li arresterà per poi lasciarli nuovamente liberi, ma in Italia.

La situazione nella città ligure è paradossale e, assieme a Manduria, è un’altra istantanea su come è stata affrontata questa emergenza. Centinaia di giovani tunisini fanno la spola fra la stazione ferroviaria e il confine di Stato. “Non possiamo fare niente se non monitorare la situazione dal punto di vista dell’ordine pubblico. Speriamo semplicemente che nessuno si faccia male tentando di arginare i controlli francesi”, dicono gli agenti di polizia che controllano la città. E hanno ragione perché per arrivare in Francia, gli immigrati sono disposti a tutto. Anche a rischiare la vita camminando sui binari del treno, sui sentieri di montagna o in autostrada. Ma per molti Parigi è solo un miraggio. Appena passato il confine, la Gendarmerie li aspetta implacabile. Li blocca e li riporta in Italia. E dopo l’ennesima notte passata in stazione a dormire, la giostra ricomincia: un altro viaggio, un altro rimpatrio.

Anche “il tappo” francese potrebbe essere evitato se il governo si decidesse a emanare il decreto sulla protezione temporanea. “La legge consentirebbe agli immigrati non solo di rimanere temporaneamente in Italia, ma anche di transitare nei paesi europei – sottolinea Guariso – E se l’esecutivo decidesse di emanare un provvedimento del genere, a quel punto Parigi non avrebbe altra scelta se non di lasciarli passare”.

Nel frattempo un monito all’Eliseo è arrivato direttamente dall’Unione europea con la commissaria Ue agli affari interni Cecilia Malmstrom che ha condannato la Francia per la sua politica dei rimpatri coatti.

sabato 2 aprile 2011

PARCO GIOCHI !!!!

Caiazzo ( Caserta)- Già una volta mi occupai di questo squallido parco giochi,ma evidentemente ai nostri cari Amministratori,non interessano i bambini,"non votano",io sono certo che la civiltà e il buon gusto di un paese,si dovrebbe vedere dall'attenzione che presta ad anziani,diversabili e bambini ! A Caiazzo non viene fatto nulla per nessuna delle tre categorie,basta dare uno sguardo a queste immagini !








Naturalmente quì bisogna fare i complimenti agli imbecilli incivili che non sanno o meglio non arrivano a capire il bene comune ! Ma è giusto fare i complimenti anche all'attenzione e alla sensibilità dei nostri Amministratori,bravi veramente !
D.R. 

CIMITERO CAIATINO,II° PARTE !

 Continuiamo il discorso Cimitero inaccessibile a Caiazzo (Caserta),desidero mostrarvi altre chicche !


 COSA DIRE.........COMPLIMENTI ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CAIAZZO !!!

                                                D.R.


 

CIMITERO CAIATINO......COSE DELL'ALTRO MONDO !


Cari amici,vi voglio presentare per “l’ennesima”volta delle scene che mi fanno veramente “incazzzzare” ! Parlo del Cimitero di Caiazzo ( Caserta),dire un obbrobrio,credetemi è minimizzare di molto lo schifo e lo squallore ! Sono anni che tento di far capire ai nostri cari Amministratori Comunali il significato della parola “accessibilità”,ma non c’è verso ! Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire !! Addirittura qualcuno mi ha risposto “”” Ma quello è il vecchio cimitero,adesso stiamo facendo quello nuovo “” .Sono pienamente d’accordo che state facendo quello nuovo,ma i morti in quello vecchi ci rimarranno per sempre !!! Quindi sarebbe giusto avere un minimo di rispetto per coloro che vanno a piagersi i propri familiari,a prescindere che sia anziani,diversabili o normodotati !!!

 Cominciamo con la strada "si fa per dire" che conduce al Cimitero


.........Non ci sono parole,ne sulla "strada" se sull'optional del tombino !!! Ma naturalmente,se non volete fare questo elegante percorso,c'è una alternativa,molto indicata per le persone anziane o diversabili !

Ma......non sono di certo le "uniche"scale ! Praticamente questo "inaccessibile"Cimitero è tutta una scala !!!!!


 ECC,
ECC,ECC !!!!

Ma naturalmente nella parte nuova,tutto è diverso !!!



?????????????????????????????????

 


MI SPIEGATE COME FA UN DIVERSABILE AD ACCEDERE DA "VIVO" IN QUESTO CIMITERO ?????????????????????????
R.D.
 
 


venerdì 1 aprile 2011

Abbandonato dallo Stato – Famiglia Manzella

 Mi chiedo come possa accedere ciò che leggerete di seguito ! Ma soprattutto mi chiedo che CAZZO ci stanno a fare tutti sti POLITICI che PAGHIAMO profumatamente !! A volte veramente mi vergogno di essere Italiano ! D.R.





"Sono Alessandro Manzella, un ragazzo 34enne disabile gravissimo tracheostomizzato, paralizzato a letto da quasi 23 anni; da qualche anno anche i miei occhi azzurri si sono spenti (non vedono più) e il mio fedele compagno di vita è un respiratore che accompagna le mie lunghe giornate praticamente 24 ore su 24.
Le scrivo questa mail per renderla partecipe della mia folle situazione; sono stato abbandonato da tutti, dalle Istituzioni e da qualsiasi ente, comunale, Statale, Regionale preposta al mentenimento del benessere e dello stato di salute della persona disabile. Non esiste alcun contributo economico versato a chi quotidianamente, amorevolmente mi assiste, ovvero i miei genitori.
I miei genitori hanno entrambi subito gravi e delicati interventi; mia padre l’asportazione di due tumori, mia madre, cardiopatica è stata sottoposta a un intervento cardiochirurgico.
Cosa dobbiamo fare per farci ascoltare? Come possiamo gridare il nostro dolore, la nostra sofferenza? Quanto dobbiamo aspettare perchè qualcuno si accorga della nostra tragica situazione? Dappertutto giornalisti, politici, direttori di giornali etc si ergono a paladini delle persone indifese, si appellano alla Costituzione per la tutela dei più deboli ma poi, chi fa davvero qualcosa, chi desidera spendersi davvero per rendere più vivibile e sopportabile la vita che noi disabili siamo costretti a vivere?
Magari potessero gli Italiani conoscere e partecipare a ciò che ha quotidianamente luogo nella mia camera dalle 7 di mattina fino alle 7 del giorno dopo e così via nei giorni, settimane, mesi, anni che seguono, in compagnia di respiratori, aspiratori, sterilizzatori, macchina per l’ossigeno etc.
Con la presente chiedo speranzoso di unirVi al nostro coro lanciando un appello affinchè, finalmente, qualcuno ci aiuti.” Alessandro Manzella (manzella76@yahoo.it)
Intervista alla famiglia Manzella:
Sono Anna Manzella, sono la mamma di Alessandro Manzella, Alessandro è un ragazzo ora di 34 anni, a 12 anni circa è stato colpito da un cancro, un medulloblastoma al cervelletto, l’intervento che è stato sottoposto a suo tempo è andato benissimo, ma dopo qualche giorno è stata riscontrata che in sala operatoria ha contratto un’infezione rarissima, questa infezione si chiama il germe “Nocardia“.
Soli, ogni santo giorno
Antonio: Ogni mattina iniziamo la pulizia personale dei piedi, gambe, dopo arriviamo al corpo, questo ogni giorno bisogna farlo. Questi lavori fino a novembre dell’anno scorso era fatto dal personale del comune. Un’ora in due persone perché c’è il problema che da solo una persona non riesce a movimentare Alessandro, allora c’è bisogno di due persone.
Anna: I signori dal camice bianco non hanno voluto confrontarsi con altri specialisti che avevano già curato questo germe, in pratica non avendolo curato, Alessandro me l’hanno consegnato come lo vedete. È tetraplegico, ha perso anche la vista, l’uso di un orecchio e sta perdendo anche l’uso dell’altro. Non ha nessuna funzione, prende farmaci perché sono molto frequenti le crisi ipotermiche, ipossiodiche: bisogna seguirlo 24 ore su 24.
Antonio: Per più di 10 anni questo lavoro veniva fatto da delle Oss, adesso adducono come scusante che non lo possono fare se non c’è una presenza infermieristica specializzata, questo è impossibile che avvenga tutti i giorni, perché l’A.S.L. non è disposta a darti…
Anna: Anche di giorno lo teniamo staccato una mezz’oretta, così tanto perché… il suo morale è quello che è. Alessandro avendo una tracheostomia da 23 anni e avendo il collo corto, ha bisogno di un collarino che è questo, che però viene tagliato, accorciato, modificato per il suo collo, questo non sono mai riusciti a impararlo, per quante volte gliel’abbiamo spiegato.
Antonio: Perché il collarino deve essere messo in una certa posizione per poter permettere a lui di ventilare bene durante la notte e anche durante il giorno, non può essere messo in una posizione qualunque.
Anna: Alessandro non avendo una cannula cuffiata, ha una cannula con una valvola che gli permette di esprimere, ha la libertà di parola per lui, perché la libertà di parola gliel’hanno tolta, adesso proprio… vero Ale? Tanti anni fa, tanto tempo fa e adesso ancora di più.
Alessandro è un ragazzo meraviglioso, ma non perché è mio, Alessandro con tutti i suoi sforzi ha terminato, perché si è ammalato alla seconda media, le medie, dopo ha terminato 5 anni di magistrali con un diploma meraviglioso, si è fatto iscrivere, è voluto essere iscritto alla facoltà di psicologia, l’ha frequentata per due anni, poi per quanto lui potesse insistere, le sue condizioni di salute l’hanno privato e ha dovuto abbandonare anche questo suo ultimo desiderio.
Antonio: La medicazione che ha Alessandro qua, non è una medicazione normale, perché in genere usano delle garze, però se tu senti adesso, con il mount attaccato Alessandro non ha nessun sfiato, l’aria entra tutta nei polmoni, ora bisogna usare questa medicazione, è stata creata ad hoc per Alessandro in collaborazione con l’infermiera che l’aveva seguito per più di 10 anni, con mia moglie, con un otorino dell’ospedale di Padova e siamo riusciti a venirne a capo.
I diritti e la dignità negati
Alessandro: Sono molto arrabbiato perché da novembre non viene più nessuno, né queli che mi lavavano e nessuna infermiera hanno infangato la costituzione, hanno infangato la costituzione dell’uomo, neghi il diritto dell’ uomo.
Antonio: La medicazione è una roba infermieristica, è stata un’infermiera a crearla, tutte le colleghe, centinaia, penso che ce ne siano a Padova di queste infermiere, non che non sia in grado, si rifiuta di farla, ho chiamato anche gli specialisti, la conclusione degli specialisti è che l’unico che può fare questo lavoro sono io! Mi pare assurdo detto da uno specialista, giusto? Non sono uno specialista, sono solo suo padre! Questa operazione è vietata a tutte le infermiere e a tutti gli specialisti di Padova! Questa è la cannula tolta…
Questa è un’operazione che nessun specialista si prende la briga di fare. Ecco un’operazione impossibile!
Lo Stato risponda
Sono Antonio Manzella il papà di Alessandro, faccio un appello a tutte le istituzioni perché venga risolto questo caso, fino adesso non sono riusciti a darci una spiegazione plausibile per risolvere le problematiche di nostro figlio, li ho anche sfidati in questo senso , gli ho chiesto: ditemi se voi non dovete fare queste mansioni chi le deve fare, aspetto una risposta, anche la più drastica: “signor Manzella se le faccia lei”, mi basterebbe solo questo. Queste sono tutte manovre che nessun personale dell’A.S.L., non è che non sia in grado di farla, si rifiuta di farla, però se lo faccio io penso che sia fattibile! Perché è stato un dipendente dell’A.S.L. a insegnarmi.
Alessandro: Io nella mia vita, come sono conciato, solo questo, solo questo che mi dà la forza di andare avanti, l’amore dei miei genitori.
Antonio: È che quando hanno cambiato gestione, hanno passato il caso di Alessandro a un’altra struttura, non hanno mandato il personale “anziano” a insegnare a questi nuovi, hanno chiesto a noi di insegnare al personale nuovo, questo mi pare proprio un’eresia.
Anna: Il passaggio di consegne non è stato fatto, anche perché il passaggio di consegne lo si fa in tutti i reparti, in tutti i posti!
Antonio: L’operazione della tracheo, gli vogliono mettere una cuffiata che sarebbe una cannula con la quale una persona non parla, respira solo, gli togliamo anche la voce e dobbiamo dire anche grazie, io la voce a mio figlio non la voglio togliere! A parte che anche lui la vuole per poter esprimere i suoi sentimenti, per non dire altre robe più cattive o no?
L’unica alternativa che ha il potere alto, perché lo chiamano così a Padova, loro ci mandano dei professionisti. Detti professionisti non sono in grado di gestire mio figlio, in mezzo al gruppo c’è qualcuno che riesce a farlo, alle nostre richieste e anche alle richieste del nostro medico ci viene sempre negato, ci viene negato un semplice prelievo del sangue, anche perché un prelievo del sangue a Alessandro è un piccolo problema perché bisogna fare un prelievo sul capillare del piede e ci sono pochi che riescono a farlo, quei pochi vengono impediti e non mandati a casa mia, quindi il nostro appello è che le persone capaci di accudire a nostro figlio, che siano mandate a espletare le loro mansioni, funzioni, non chiediamo altro.Anna: Questa ciliegina sulla torta è scoppiata ieri, è questo il culmine, ieri 7 marzo sono stata informata per via telefonica che hanno deciso di far seguire Alessandro da uno psicologo per 30 giorni, al quanto ho ribadito che invece di pensare a fare un’igiene personale a Alessandro, di lavarlo e di fargli avere le cure a cui ha diritto, si preoccupano di farlo seguire da uno psicologo per 30 giorni, ditemi voi se qua non siamo veramente andati fuori di testa!

CHE FIGURE DI MERDA !!!!!!!!!!!!







































































































































































UNA STORIA D'AMMORE !

QUANTO SO FRESCO !








AMO' DAMME LA TUA MANINA !










M FAI SOGNA' !









CHE BELLA BUCCUCCIA CHE TIEN !















STRINCIM FORTE FORTE !



STAMM VICIN VICIN !






 T VOGLIO TANTU BEN !







 T VOGLIO SUBBTO AMORO MIO !









 V PRESENT LA MIA SCPOSSA !








 
 VIVVA GLI SPOSS !







 SO PROPT INNAMMORAT !










E' STATA UNA NUOVA ESCPERIENZZA !